Una lacrima che sa tutto,
tutto ciò che c'è da sapere,
che sa del miele e del rancore, 
che finisce per seccare
sulla pelle di una decisione,
mi ha inseguito fino al cuore,
poi di lì ha continuato
in ciò che resta del passato
e a nutrire ha saputo solo
le radici del mio alfabeto.

Una lacrima fasulla 
è scivolata lungo il cielo 
dalle ciglia di una nube scura
raccogliendo tutti gli umori,
e spargendo un po' di sollievo.
Piroettando a testa bassa,
pallidissima penetrava
in una pozza lungo la strada,
e da quel giorno si cercava,
si cercava e non si trovava.

Una lacrima imbarazzata
si è incastrata fra il collo e il fiato,
e mi puntava diritto il dito,
e mi accusava di averla amata,
e mi accusava di averla amata.

Una lacrima che non sa nulla 
non esiste nemmeno al buio,
anzi dentro a queste canzoni,
le più buie fra le mie illusioni,
si nasconde dolcemente
una lacrima prontamente,
che per scrivere una storia,
sullo scatto di un applauso
scenderà nella memoria
nella nostra quasi per caso.
 
[Modena, 12-01-1999]