La forza delle lacrime
 
Come, se a piangere fossero gli sciocchi,
e non la crepa, la goccia, la ferita,
non fosse questa, il segno delle dita,
lasciato a forza di graffiare chi ci abbraccia,
nel male della notte,
nel solco degli incastri,
nei secoli dei secoli lontano.
Chi poi ignorando, finanche l'ultimo respiro,
e il cranio infermo delle cose dette afferra,
non fosse pronto ad implorare, a bervi
il sangue dell'altare,
e le sconfitte.
Non fosse un segno quello:
la roccia, il vaso, l'acqua,
lame senza l'urlo
conficcate nella luce della nostra
direzione, senso o tarlo,
in cui staremo fra le cose.
E che adesso mitighiamo,
bagnando con quel poco il secco,
duro, fragile, incrostato,
acerbo mondo in cui viviamo,
col gesto di chi muore,
o di chi a vivere la vita,
invece,
vuole,
o ci ha provato.
[Milano, 16-12-2003]
Copyright (C) 2004 Riccardo Bagnato [www.bagnato.it]
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